Recensioni

Here Comes The Waves è uno di quei dischi che fungono da terapia per chi li scrive. Shana Falana lo ha concepito infatti durante un periodo difficile della sua vita e il risultato è un fluttuare tra un sinistro dream-pop e uno shoegaze oscuro, miscelati però con intuizioni pop che tradiscono una predilezione per un sound wave anni Ottanta. Cool Kids riassume bene l’indole dell’intero album: dark e ritmata ma con un ritornello molto orecchiabile, esprime con efficacia le dilatazioni introspettive e la rabbia repressa che la Nostra ha filtrato in Here Comes The Waves. In Brainy Fox, e soprattutto in Lie 2 Me, una versione più dark di PJ Harvey sembra prendere il sopravvento, così come in Castle Kids e Cloudbeats la serenità pare essere dietro l’angolo. Eppure la poetica di Shana Falana si basa sulle emozioni forti, e questa analisi della condizione umana è un vero e proprio caleidoscopio di sensazioni interiori che attraversano folgorazioni e strattoni quasi grunge in egual misura (You Did). Non è certamente un album facile da digerire, Here Comes The Waves, strumentali e code lunghe potrebbero risultare ostiche, ma ad un ascolto più attento si può notare come il valore complessivo salga grazie ad una coesione basata sullo storytelling e su un’impulsività espressiva a tratti quasi punk.
Una stanza in disordine con un televisore che trasmette scene della nouvelle vague potrebbe rappresentare al meglio lo stato d’animo di Shana Falana. Una camera in cui la luce soffusa crea un’atmosfera sognante, inquietante ma affascinante.
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