Recensioni

6.7

Tra le scene che avranno maggiormente colpito gli spettatori di quello stralunato – e bellissimo – film che è The Life Aquatic With Steve Zissou (di Wes Anderson, 2004), ci devono essere quelle in cui uno dei membri dell’equipaggio del capitano Bill Murray, il brasiliano Pelè (sic!), si cimentava armato di chitarra in improbabili versioni in portoghese dei classici di David Bowie piuttosto che fare da guardia ai pirati… Beh, quell’attore non è altri che Seu Jorge, astro nascente della nuova scena di cantautori brasiliani, con all’attivo già due album solisti (l’ultimo, Cru, è del 2005).

Se all’interno del film di Anderson le canzoni di Ziggy Stardust in versione Gilberto Gil erano perfettamente funzionali a sottolineare i momenti più cruciali – non senza un certo effetto comico/surreale, per certi versi questo disco (che raccoglie le intere sessioni, a differenza della colonna sonora ufficiale) non è niente più che una stranezza, pardon, una oddity. Per altri versi, la trasposizione in veste bossa del Bowie glam ha un qualcosa di buffamente poetico, come se, per quanto bizzarro, l’incontro tra saudade e il pathos delle prime composizioni di David Jones (specialmente quelle tratte da Hunky Dory) sia più plausibile di quanto sembri. Pasticciando tra inglese e portoghese, ondeggiando tra parodia e tributo, Seu Jorge pare riprodurre e restituire la liricità innata di Life On Mars, Five Years, Quicksand, sfoderando di quando in quando quell’autoironia che poi del glam era caratteristica. E se lo stesso Bowie, che in un primo momento non voleva dare l’autorizzazione per l’uso dei brani, adesso dice di voler incontrare l’artista brasiliano, qualcosa di buono in queste The Life Aquatic Studio Sessions dev’esserci per forza…

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