Recensioni

Ci eravamo abituati al gospel a tinte orrorifiche di blisters e soil, rispettivamente EP e LP di esordio di serpentwithfeet. Lì Wise, classe ’88 da Baltimore, si travestiva da stregone africano evocando chissà quali demoni, utilizzando le suggestioni esoteriche per parlare anzitutto della sua identità sessuale. In DEACON, il suo secondo disco lungo, le coordinate (anzitutto estetiche) cambiano invece radicalmente.
Partiamo dal dato personale: Wise ha trovato l’amore, e così il suo ultimo anno è stato dominato dalla scoperta e dalla sperimentazione di un’inedita intimità coniugale, vissuta in un focolare domestico prigione/oasi obbligata causa lockdown. Lasciamo quindi da parte tuniche e tinte improbabili, septum giganteschi e scettri d’osso: Wise non è più lo sciamano queer di una volta, ma “solo” un ragazzo innamorato che canta la sua nuova quotidianità fatta di bacini sulla fronte e maratone di binge-watching trascorse sul divano rigorosamente abbracciati sotto le coperte e con la tisana in mano.
L’atmosfera è quindi diametralmente opposta rispetto alla lugubre foschia del passato: è invece solare, soave, musicalmente ben collocata e pregna di un calore domestico rassicurante. L’R&B è sicuramente l’ingrediente principale, uscito da una capsula del tempo degli anni ’90 e affogato nel gospel (sentire anche solo lo sfondo di Derrick’s Beard per credere), anche se qualche infiltrazione che movimenta il tutto non manca: c’è uno scampolo di piano blues in Malik, un riff di quattro o cinque note pizzicate su una chitarra acustica in Amir, una ritmica hip hop nella ballata Old & Fine (praticamente un The Weeknd che è voluto restare duro e puro), l’impalcatura dancehall di Sailor’s Superstition.
L’ovvio rischio con una svolta del genere era di esagerare scadendo nel diabete, disinnescando la proposta di serpentwithfeet seppellendola sotto una melassa di buoni sentimenti. Invece il risultato finale riesce a suonare convincente e non è mai troppo stucchevole. Gli arrangiamenti riescono a non suonare esclusivamente nostalgici, e i pezzi ci sono sia a livello di scrittura che di melodie, anche e soprattutto oltre la coltre di smancerie. DEACON è un buon disco soul, perfetto per la primavera che avanza e le giornate che si allungano.
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