Recensioni

È transitato più volte su queste pagine, Sergio Albano, ma mai a suo nome: dapprima col giro “imploded” napoletano (Grizzly Imploded, nello specifico), poi con la sigla Amklon sotto l’ala di una mai troppo compianta Boring Machines, ora, per la prima volta, compone e pubblica a suo nome, quasi senza necessità o velleità di escapismo e/o nascondismo che siano. Chiarezza e lucidità di intenti non sono mai mancati, ma in quello che sembra, giocando col titolo dell’album, un agile saggio sul funzionamento dell’aria, Albano devasta la sua chitarra fino alla totale trasfigurazione tramite filtri e manipolazioni digitali, ma al tempo stesso riesce a indicarci la via (una delle possibili) per resistere all’aria, per librarci dentro, per renderla palpabile e materiale, oppure per rarefare e rendere pulviscolare quella materia immateriale immota eppur mobile.
Il distico in modalità suite che apre e chiude l’album, da un lato i 15 minuti dell’iniziale All Of Eternity Is Taking Place At Once e dall’altro gli 11 della title track, sembrano movimenti speculari; di apertura quasi ascetica e sicuramente estatica l’opener, col suo crescendo che si fa flusso tangibile e vortice ascensionale, mentre la chiosa ne è una sorta di versione in negativo e “a vuoto”, tra silenzi, echi e rimbombi quasi dark-ambientali, e minacciosi sommovimenti sottocutanei. In mezzo, le scosse elettrostatiche di An Impossibility Without A Name, che se fosse il titolo di un libro sarebbe “The sound and the fury” di Faulkner, viste le frustate noise-percussive che irrompono in modalità quasi Lina Baby Doll aka Deutsch Nepal; The Exact Moment Your Life Changes Forever, tutta sfasamento e disallineamento su droning portante, che se fosse una serie sarebbe “Chernobyl” per il perenne senso di incipiente devasto che si porta con sé; infine Going Home, che, tra distorsioni vocali, sferzate noise e abissi di suono, se fosse un quadro sarebbe qualcosa di Escher “coverizzato” da Turner.
Funzionamento dell’aria, libri, serie tv. Piccoli appigli che il recensore ha usato per non dire palesemente che How The Air Works non è solo un gran bel lavoro di ricerca sul suono (di chitarra o di quel che ne resta) ma anche e soprattutto un disco che ha dalla sua una capacità di plasmare visioni ed evocare immagini, che sarebbe perfetto (è perfetto) per accompagnare immagini, siano esse fisse o in movimento, o pensieri, siano essi scritti o semplicemente pensati.
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