Recensioni

La fortuna non è un dettaglio da poco e i Selton ne sono consapevoli. Loro, buskers brasiliani destinati a qualche parco pubblico in quel di Barcellona e finiti invece nei ranghi della trasmissione di Fabio Volo Italo-Spagnolo, ovvero l' MTV dei “giri giusti”. Un buon esordio del 2008 come Banana à Milanesa per cui si scomodavano Cochi, Renato e Enzo Jannacci e in cui si rivisitava in un portoghese tropical-garagista l'avanspettacolo meneghino di E' A Vida, Vengo anch'io no tu no, Eu Vi Um Rei, La Gallina, Canção Inteligente, Silvano. E poi un secondo, omonimo, disco – il qui presente – tra beat nostrano anni Sessanta (Be Water) e Beatles pre-Revolver (Anima leggera), Os Mutantes (Testa quadrata) e Vampire Weekend (Passero), rock'n'roll anni Cinquanta (Per favor dica il suo nome) e quella naturalezza spaesata dell'Enzo Jannacci nume tutelare (Nuoto nuoto e niente più).
Gli ospiti questa volta sono Dente, Tommaso Colliva (già al lavoro con Calibro 35) e Massimo Martellotta: il primo chiamato a curare l'adattamento in italiano dei testi, il secondo e il terzo insediatisi nel ruolo di produttori. Segno anche questo di un'attenzione tutta particolare riservata al lavoro di Daniel Plentz, Eduardo Stein Dechtiar, Ramiro Levy e Ricardo Fischmann, oltre che involontaria cartina di tornasole di quel fascino vintage tra Vecchio e Nuovo Mondo che il quartetto riesce a sprigionare a tutte le latitudini.
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