Recensioni

6.5

E’ belga. Ha 22 anni. E i brani del presente debutto in area nu soul li ha scritti tutti tra i 13 e i 19 anni. Ha già aperto un concerto di Prince. Selah sembra il classico surrogato dei contest canori e sul lato più masticato e noioso della frittata potrebbe essere ricondotta a una sorta di Josh Stone continentale condita con gli amati 70s di un Lenny Kravitz e aggiornati al reggae di I Blame Coco. Per fortuna, rispetto alla scontatezza dell'opener This World (le cui basi ricordano anche un famoso brano di Eminem) s’aggiungono varie influenze a rendere la sua proposta diversa dal solito copiaincolla mainstream: quello innanzitutto per Lauryn Hill e M.I.A. (l’ottimo trip-hop girato grime di Peace Of Mind fa davvero scintille) ma soprattutto per Erykah Badu (Crazy Vibes, Fyah Fyah), magari, in combutta con una (già) grande come Santigold.

In particolar modo, da quest’ultima – e dall’Inghiterra trasversale di Andreya Triana – Sleah prende quel che le riesce meglio: brani ritmati e sanguigni, r’n’b cangianti a cui la ragazza di Leuven aggiunge una personale passione per il Ragamuffin, magari piroettato art-folk Cocorosie / Joanna Newsom (vedi l’ottima traccia omonima e Black Part Love), perché no in levare (la citata Fyah Fyah tra citazioni Hendrix e Marley, Crazy Suffering Style), oppure mescolato a un eclettico impianto trip-hop su basi suonate dal vivo (batteria, chitarra, tastiere). In produzione, Patrice e Farhot (ma non solo), in particolare nei rimandi cinematografici americani e in generale nei tagli 70s, ci mettono parecchio i Novanta di Tricky e Fugees, si notano sia nelle modalità post-moderne d’utilizzare il vintage (fiati stax e piano ragtime) sia nell’utilizzo delle sintetiche (tastiere analogiche, hammond).

Varia proprio come la Janelle Monáe di The Archandroid ma non ancora spendibile a quei livelli, soprattutto per la calligrafia e l’eccesso tecnico nelle ballad (Explanations, Mommy) e in altri episodi xfactoreschi (pallosa Summertime, telefonatissimo il twang cinematico Please con il featuring inflazionato di Cee Lo Green), Sleah parte comunque bene. Chissà che farà da grande, visto che ora sono i grandi a decidere per lei.

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