Recensioni

Tellier torna con una cosa che potrebbe essere liquidata dai fan di vecchia data con la solita mistura di sciccosità e pompa. Il barocchismo autoreplicante raggiunto in questa nuova prova sulla lunga distanza si affianca di nuovo al sound Ed Banger – al tempo aveva collaborato alla colonna sonora di un film di Mr. Oizo. Oggi c'è Mr. Flash dietro la consolle -, confermando come l'etichetta di Winter stia diventando una delle più valide e chiacchierate alternative per gli artisti indie francesi. Un po' quello che sta succedendo da noi con la Tempesta: anche lì non conta avere avuto un passato pop, house, electro, hip-hop o fidget, conta avere 'il marchio'.
Il nuovo disco di Tellier è intriso di misticismo, di iconografie che rappresentano il cantante non più come boho indie, bensì come profeta illuminato da una visione. E come Stockhausen quando ha capito che l'applicazione del serialismo all'elettronica non aveva più nulla da dire – e ha guardato in faccia la Madonna con un'illuminazione che lo ha portato a scrivere pezzi di qualità per molti anni -, anche qui Seb passa al misticismo per prendere spunti compositivi. Il sentiero illuminato da (quale?) Dio lo fa comunque restare per buona parte delle tracce sui binari consolidati del pop melò (The Color Of Your Mind, My God Is Blue) o sexy-folk (Sedulous, Magical Hurricane, Mayday). Le incursioni in 'nuovi' territori electro-ottant-funk (Cochon Ville), le pomposità rock Settanta (Against The Law), i cori pseudo mistici (Pépito Bleu) e una chiusa con paccottiglie bachiane infarcite di suoni che piacerebbero agli ultimi Justice con assoli à la Yngwie Malmsteen (Yes, It's Possible), cristallizzano ancora di più il già non rivoluzionario percorso sonico dell'uomo (che dice di aver fondato il movimento religioso L'alliance bleue).
L'ascesa mistica di Tellier è una pantomima dichiaratamente pop e quindi falsa nell'anima (ma ovviamente non nel look). Il suo essere maschera di sé stessa porta inaspettatamente ad una raffinazione e a una perfezione dello stile che pochissimi riescono ancor oggi a proporre senza rasentare il ridicolo. Per ora Tellier tiene testa sia alla tradizione (resta comunque un egregio chansonnier francese) che alla modernità (non dite che non lo vedreste bene in alternativa a Nightcall nella colonna sonora di Drive o di un qualsiasi film indie di successo), con un trompe l'oeil/l'oreille sfacciato e nel contempo credibile. Almeno fino a quando non si scioglie la maschera di cera…
Amazon
