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6.4

In bilico tra l’essenzialità chitarristica dei Velvet Underground (Maureen), lo svacco liso e stropicciato dei Lemonheads (Scrambled Eggs) e un’attitudine slacker che non può non ricordare i Pavement (Hardest Day), Scott & Charlene’s Wedding è l’ennesimo progetto filo Novanta per un pubblico che i Novanta non li ha visti nemmeno col binocolo. Tanto per dire che se avete orecchie vergini per certi suoni, c’è anche caso che troviate motivi per esaltarvi nella musica proposta dalla sigla di cui è titolare l’australiano Craig Dermody, non fosse altro per la costanza dimostrata (l’esordio Para Vista Social Club è del 2011), la discreta energia profusa e la coolness che caratterizza i brani del canzoniere.

In fondo, anche in questo Mid Thirties Single Scene le chitarre e le voci sono stoned e lo-fi il giusto, il dialogo è di quelli semplici e lineari (ma apprezzabile), e tra assoli e code strumentali elettriche ci si diverte anche. Il problema di fondo però è che in giro ci sono musicisti che, pur nel recupero filologico di certe sonorità, fanno cose decisamente più interessanti, tanto per dire che la pur buona Bush nelle mani di un Car Seat Headrest si sarebbe trasformata in un anthem in piena regola. Qui rimane invece un brano gradevole, come più o meno tutti quelli di un lavoro che talvolta si dilunga eccessivamente su giri armonici triti e ritriti, e talvolta se ne esce con qualche trovata che dimostra una certa freschezza. La media tra alti e bassi è una sufficienza piena.

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