Recensioni
Hank Garland
Sassy Sugar: The Pure Essence Of Nashville Rock ‘n’ Roll
-
Giancarlo Turra
- 22 Giugno 2011

In quella che oggi sopravvive da triste Disneyland della musica è nato in parte il rock & roll. Parliamo di Nashville, Tennesse, che contende a Memphis il ruolo di culla della scossa più robusta mai inferta alla cultura giovanile – diamine: che la “cultura giovanile” l’ha praticamente inventata – se si presta fede alla storiografia classica. Come che sia, prima che un banale country da catena di montaggio prendesse colà il sopravvento, fuori dagli studi di registrazione di Hawkins Street e della Sedicesima Avenue South trovavi una fila di giovani dal ciuffo impomatato che attendeva di eternarsi su un 45 giri.
Come se non vi fosse un domani a cui pensare e con spirito da secondo dopoguerra, a disposizione un terreno vergine su cui costruire nonostante la Guerra Fredda da esorcizzare. Luoghi in cui si aggiravano Everly Brothers, Carl Perkins e Gene Vincent ma pure Conway Twitty ed Elvis, Patsy Cline e Faron Young, come decide di altre figure note ai cultori che spesso non sfigurano accanto a nomi più celebri. Evidenza è che, come in ogni epoca di “creazione”, i confini tra generi tendessero di già ad assottigliarsi e quasi sparire dentro a un amalgama di febbrile novità, in ciò contrapponendosi a un mercato ancora irreggimentato. Country ed R&B che si mescolavano sotto l’occhio vigile di talentuosi session men come i chitarristi Hank Garland e Grady Martin e i pianisti Floyd Cramer e Hargus Robbins, i fiatisti Boots Randolph e ‘Dutch’ McMillan e le ritmiche di Bob Moore e ‘Lightnin’ Chance, abili nel conferire un tocco sonoro “locale” assai riconoscibile.
Che questi tre dischetti – organizzati tematicamente e giocati tra un colpo di Genio e un altro di mestiere: prevalgono comunque i primi – bene esemplificano prelevando materiali del lustro 56-60, restituendo un’impalpabile magia e il senso di perdita della stessa. E’ storia, perciò risulta difficile per non dire stupido darle un voto, da ricondurre all’operazione in sé più che al suo contenuto.
Amazon
