Recensioni

6.9

Trio da Mola ad alta gradazione psych i Santa Muerte, chitarra-basso-batteria (nell’ordine che preferite) ad intrecciare trame aspre e desertiche su cui la voce ricama graffiti aciderrimi. In casi del genere – repetita juvant – non è l’originalità il punto quanto semmai il punto di fusione tra attitudine e flagranza, la capacità di schiaffare nel presente elementi d’immaginario pescati dal pozzo degli archetipi, scorie e sporcizia incluse. C’è da dire che per essere esordienti, i Nostri hanno il tiro ben tornito e un sound strutturato, soprattutto sono bravi a non lasciare che la foga prevarichi sulla padronanza.

Questo Age Of Sorrow EP si consuma quindi tra farneticazioni nervose 13th Floor Elevator avariate surf (Mountains) e tumulti beat carburati di peyote Count Five (Ten Arrows), facendo balenare en passant deliranti spiritelli Floyd che cavalcano la corrente spazio/tempo fino a certe vampe Fuzztones, per allungarsi addirittura dalle parti del britpop lisergico anni ’90. Alle quattro tracce in scaletta si aggiunge come bonus track una interessante Machine Gun che rimaglia arpeggi ipnotici e riffone distorto tra ululati hard vorticosi come ti aspetti da gente che la sa lunga.

Tra strattonate festaiole e derapage minacciosi, il totale del programma non raggiunge neanche il quarto d’ora, però è di quelli che a fine giornata ricordi con piacere.

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