Recensioni

Non tutte le ciambelle riescono col buco: frase banale ma efficace per descrivere l’esodo artistico di gran parte dei membri degli Arcade Fire dopo l’uscita di Reflektor. A qualche mese di distanza dalla fine del tour di supporto al quarto album della band canadese, Will Butler ha sperimentato una sorta di take away pubblicando per una settimana una canzone al giorno ispirata a eventi di cronaca contemporanea, per poi fare il suo esordio solista con Policy. Stessa sorte toccata a Jeremy Gara con Limn, mentre un discorso a parte merita Sarah Neufeld, ad oggi non facente parte del sestetto ufficiale, che ha debuttato come solista nel 2013 con Hero Brother e nel 2016 ha pubblicato il suo terzo album a suo nome.
Se la violinista e il batterista degli Arcade Fire hanno optato per una strada più sperimentale, Tim Kingsbury, con lo pseudonimo Sam Patch, ha deciso di seguire le orme di Will Butler sguazzando, però, in un pop più elettronico. Yeah You, And I è un disco variegato che parte con un brano lunghissimo (oltre sei minuti) e ipnotico, e prosegue con un sound folk-dance dove fanno capolino armonizzazioni in stile Beach Boys (100 Decibels) e atmosfere anni ’80 (Waiting To Wait). Con molta probabilità il brano più interessante è Listening, cavalcata electro-glam dal ritornello accattivante. Le otto tracce dell’esordio solista di Kingsbury si susseguono in un flusso limpido dove l’acustico e il digitale s’incontrano a metà strada disegnando paesaggi affascinanti ma non irresistibili. Forse l’ombra degli Arcade Fire è troppo ingombrante, sarà per questo motivo che tutti gli album pubblicati singolarmente dai membri della band, ad eccezione forse della Neufeld, non risultano così imprescindibili. Il musicista che si cela sotto il moniker Sam Patch ha affermato di aver scritto questi brani in hotel, nelle poche pause tra una data e l’altra del tour di Reflektor, confessione che carica di significato il carattere da jam session di Must Have Been an Oversight e la compattezza di tutto questo Yeah You, And I, impreziosito dai contributi dell’onnipresente Jeremy Gara e della cantautrice folk di Toronto, Basia Bulat.
In attesa che l’hype faccia il suo corso e venga nuovamente stuzzicato da Win Butler e soci, una mezz’oretta del nostro tempo possiamo riservarla al buon Kingsbury, che per l’occasione ha anche messo in piedi l’etichetta Dep Records. Yeah You, And I è un album senza grosse pretese, e questo è il suo pregio migliore.
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