Recensioni

Arriviamo con considerevole ritardo a tessere le lodi di Paul Salva. Originario di Chicago, ma spostatosi a San Francisco alla fine dei Duemila per poi prendere casa – assieme alla personale label (e collettivo) Frite Nite – a Los Angeles nel 2011, il producer si era già fatto conoscere e apprezzare dalle riviste di settore con Complex Housing, album che sempre in quell’anno aveva ricevuto i plausi di RA e Pitchfork e innescato a livello mediatico una lunga lista di tag per descriverne la miscela.
Dagli inizi della carriera, nel 2009 con Jars a Yellowbone EP (2011), per lui si sono scomodate etichette quali neo-electro, southern bounce, filter house, ghettotech, “purple” dubstep, Dilla break fine Novanta, UK funky, UK Bass, Miami bass , pop grime, boogie funk revival. Tutto vero e se vogliamo far presto parliamo del soleggiato ombrello wonky e imperfect beat e di un produttore che ha sempre avuto la mano ferma sul mix e la lungimiranza di pochi riconosciuta tanto negli States quanto in UK (vedi lo spot a lui dedicato presso “In The Dj We Trust” della BBC). Così, altezza 2013, dopo aver raccolto ampi consensi con il remix rave trappista assieme a RL Grime nella Mercy di Kanye West (giugno scorso anno, a ridosso della famigerata Harlem Shake di Baauer), suonato live il pezzo con Pusha T e aver respirato con calma quel paio di correnti che da mesi spingono per un ritorno alla purezza (o meglio al ghetto) southern rap, ecco che Paul sgancia la bomba altezza Gooo o Higher Ground.
Contenuta in questo eppì, Odd Furniture, uscito lo scorso febbraio per la blasonata Friends Of Friends (quella di Shlohmo), Drop That B è una traccia che bissa il bordone per Kanye, concorre assieme alle hit dei TNGHT a nuovo anthem dell’ala più tosta del trap odierno e, non ultimo, propone proprie traiettorie e coerenze discografiche. Ci piace molto l’intelligenza di questo producer: all’aquacrunk del giro Glasgow (vedi LuckyMe dove s’è accasato Bauuer stesso), alla footwork intelligente di Machinedrum (che peraltro lo ha remissato) o alla prosopopea delle incursioni bitch nella compila All Trap Music sempre in combutta con l’amico di Los Angeles RL Grime (Grapes Alla Vodka), Salva si concentra, spingendo sul proprio background Miami bass, sulla juke di Chicago. Uno stile che, come sottolineavamo, è forse la miglior compagno che il wonky abbia mai trovato per superare l’impasse massimalista del Low End Theory e FlyLo, e grazie all’iniezione ultra bianca del southern, forma il perfetto menage a trois (ascoltare l’altra hit Hard Drive per credere).
Il tocco old school già presente in Complex Housing completa, anche qui con un’ottimo taglio (tastiere house d’antan più wonky), la buona Rest in 3-Piece. In chiusura, altra grassa botta per il dancefloor con BBQ, bestia scura in cassa dritta berlinese che nella borsa dj di uno come Scuba non starebbe affatto male. Ennesima dimostrazione di un musicista che, salvo il business con RL Grime (vedi il remix, bruttarello di What A Shame di Jamie Lidell), non s’aggancia alle mode ma è già oltre, out there magari con un occhio qui: Miami Bass Tracks, (Raw Underground Music, febbraio 2013)
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