Recensioni

I dolori social del giovane Hemsworth sono diventati non solo realtà, ma persino disco. A quelli che si domandano che fine abbia fatto la sfacciataggine, la freschezza, la paraculaggine del giovane producer di Halifax, diciamo subito che non avranno risposte certe. La vena “smanettona” non è affatto sparita nell’anno che ci separa dal precedente Guilt Trips, ma il Nostro nel frattempo ha abbracciato più da vicino il collettivo Secret Songs, creato per dare un tetto a tutti gli introversi musicisti come lui che hanno bisogno di ricreare il nido protettivo della cameretta adolescenziale. Non a caso, alcuni di questi sono stati chiamati a comparire nei featuring del nuovo disco del malinconico Ryan, che, malgrado questa fiorita compagnia di tramp, si definisce “da solo per la prima volta”, Alone For The First Time.
Che fine ha fatto il giovane rampante che, inserito nell’ambiente giusto (come i “nuovi” Boots o Arca, ad esempio), avrebbe conquistato i cuori a stellestrisce? Dov’è finita la spalla ideale di Shlohmo e di RL Grime, il nuovo How To Dress Well, il piccolo Machinedrum? Beh, non si può dire che sia scomparso del tutto, ma quel che è certo è che, fra tutte le componenti che avevano reso Guilt Trips (e soprattutto il precedente EP Last Words) un disco apprezzabile e multiforme, ha avuto la meglio quella del bedroom pop, sulla scorta di molta Morr Music e di moltissimi Postal Service.
Il fatto è anche giustificabile, vista l’età (24) e le reazioni emotive (fatevi un giro sul suo Twitter, per conferme) di Hemsworth: cedere alle sirene di un pop malinconico, estremamente invernale, frutto di sentimenti instabili, di delusioni sentimentali, di pomeriggi passati ad abbracciare una tazza di tè caldo sotto le coperte. Niente più southern hip hop, remix o cloud rap per Ryan, solo con se stesso, per la prima volta. È dire che gli riesce bene anche la versione nostalgica, che con Hurt Me sembra mettere la folktronica dei Notwist in un videogame d’avventura, mentre con Walk Me Home, reso minimale il contesto Postal Service e reso sintetico quello dei Wild Nothing, ci comunica, in maniera sincera, la sua solitudine.
Se Too Long Here (con i suoi up & down e i rimpianti che trasudano dal testo) e Surrounded (con la voce in pieno stile Lali Puna e l’atmosfera vagamente dubstep) sono gli esempi più interessanti del nuovo stile Hemsworth, Snow In Newark, il singolo scelto, è forse il brano più legato alle suggestioni che Alone For The First Time vuole trasmettere: un mix di onestà bruciante, uno specchio dell’anima adagiato su un piatto di synth e percussioni giocattolo, suonate di mala voglia, perché Hemsworth non vuole più giocare a fare il bambino, vuole crescere e, forse, per farlo, ha bisogno di passare da questa fase di estrema adolescenza.
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