Recensioni

7.2

Anni fa ci eravamo esaltati per la At The Controls di Agoria. In quell'ottimo mix faceva capolino anche un newcomer come Rone (Bora). Lo spot è stato utile al ragazzo: da lì in poi la sua carriera è stata un continuo crescendo sia con il buon esordio Spanish Breakfast del 2009, infatuato piacevolmente per l’ambient techno minimale, sia con la riconferma odierna.

Le coordinate attuali di Erwan Castex modulando l'output su una idm “di ritorno”, drum machine dai bassi spessi (Let's Go con l'ottimo feat. di High Priest degli Antipop Consortium) e alcune atmosfere retrò ereditate dalla madrepatria (le orchestrazioni pompose à la Jarre di Icare).

In pratica, si rasenta quasi il plagio Boards of Canada in Tempelhof, si sente palese il tocco Plaid in Fugu Kiss ma intelligentemente si punta a variegare suoni e soluzioni come ad esempio mescolare BOC e half step (Lili… Wood), riscoprire il catalogo Warp (agganci all’ultimo Nathan Fake d’obbligo e una King Of Batoofam che si porta dietro basi degli Autechre) spingendosi fino alle evoluzioni indietroniche di DNTEL (Bye Bye Macadam),  tagliando il tutto a dovere su quelle basi hip-hop che trasversalmente hanno contagiato l’indie USA e pure Pitchfork (vedi i Purity Ring o Passion Pit).

Il tocco cinematografico (eredità proveniente dagli studi accademici) più, in generale, una narrazione dai sapori anche pop (il primo singolo-cum-video tra melodia dal sapore Coldplay e arrangiamenti Underworld di Parade) e il Dj francese porta a casa un album più che buono. Ed anche caldamente consigliato.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette