Recensioni

Se prendi il nome da un personaggio di Ellroy, non puoi fare a meno di essere cupo ed efferato, oltre che un po’ schizoide. O viceversa. Questo devono aver, infatti, pensato i cinque inglesi da Sheffield quando decisero di battezzare il loro post-hc corposo e aggressivo col nome di Rolo Tomassi, riassumendo in una figura sola un intero immaginario violentemente americano. Cosa che si riverbera pure a livello musicale essendo gli States di Converge e Dillinger Escape Plan il primo, ovvio riferimento a venire in mente all’ascolto delle musiche di Edward Dutton (batteria), Joe Nicholson (chitarra), Eva Spence (voce), James Spence (synth, urla), e Joseph Thorpe (basso).
Eternal Youth, altro nomen omen, è in realtà una raccolta antologica in doppio cd per 36 brani che mette in chiaro origini e frattaglie sparse a margine della discografia degli inglesi. A fronte di soli due album ufficiali (Hysterics, del 2008, e Cosmology dell’anno scorso) in 6 anni di vita, il quintetto ha sparso una miriade di pezzi piccoli e soprattutto split con altre band del sottobosco rumoroso inglese difficili da recuperare.
Cosa comprensibile, questa necessità espressiva, ascoltando la furia con cui i cinque di Sheffield macinano suoni al calor bianco, affrontando e fondendo input tra i più diversi: un certo vezzo prog e una spiritualità da jazz libero che è più d’attitudine che elemento strutturale, su tutti. E a ragione, visto che proprio queste tensioni stilistiche diversificano l’altrimenti riconoscibile panorama sonoro instillando una certa, rinnovata curiosità in un settore che sembra aver detto già molto se non tutto.
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