Recensioni

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Se nel precedente album Incense & Black Light erano presenti sprazzi di luce, derivati da un curato sincretismo di dub, industrial e techno, nel nuovo disco di Rod Modell (noto anche come Echospace, Deepchord e Waveform Transmission) il battito accelera, il tunnel si fa cupo, le acque più torbide. Se Tresor è sinonimo di techno in filo diretto con Detroit, con ganci a Jeff Mills annessi e connessi, il producer è da sempre un tutt’uno con il continuum che da Basic Channel porta a Chain Reaction, sulle rotte di una scuola – techno dub – che dalla premiata ditta Moritz Von Oswald & Max Ernestus ha trovato in Monolake, Vainqueur, Porter Ricks e altri ancora la prima generazione di epigoni.

La piccola grande novità di Captagon è che Roderick Julian Modell alza le battute sopra le proverbiali 120 d’esplorazione ambientale, e pertanto dall’approccio da sound designer si passa a uno sguardo sul futuro con lenti 90s, naturalmente aggiornato con tutta quella cinematica maestria fatta di dettagli ed effetti al mixer e software che hanno imposto il marchio del produttore tra i principali – se non il principale – di questa cordata dagli anni zero ad oggi.

Dalle fascinazioni motor city arrivano interessanti détour: il panning sinuoso di Reiki e Riga e i vocalizzi sussurrati che scompaiono di qua e di là in Jade, su binari più minimal si piazza invece Tracer, mentre immancabili esplorazioni negli abissi portano il nome di Air-Port, con in testa la lezione dei Drexciya. Retrogusti balearico-trancey emergono in ITO come contrappunti di una linea melodica ambientale, con un sottotraccia molto Pan American. La parentesi groovey della tracklist prende infine il nome di Qurra, con filtri e cut’n’loop à la DJ Sneak.

A 20 anni dal suo primo album su Lunar – The Autonomous Music Project Modell continua a ricalibrare gli ingredienti di una formula che comunque la si giri o la si veda (nella sua versione analog-storica o nel suo aggiornamento digital-software anni zero) risulta ampiamente storicizzata. Detto questo, se questo è il folk per una generazione che non ha smesso di andare ai rave, come accade in ogni genere tradizionale ce n’è di buono e di cattivo. Questo di Captagon è decisamente buono.

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