Recensioni

5.4

Il parterre è ricchissimo. Loro sono Damon Albarn, Tony Allen e Flea. L'idea di mettersi assieme era nata già nel 2008, a mo' di prosecuzione laterale dell'esperienza The Good, The Bad, & the Queen, ma solo alla fine dell'estate 2011 i tre sono riusciti a combinare qualcosa (con il primo live ufficiale in una apparizione a sorpresa al Festival di Cork, in ottobre). Gli ospiti sull'album, che esce adesso per la label personale di Damon, sono gente tipo Erykah Badu, il produttore deep Theo Parrish, l'Hipnotic Brass Ensemble di Phil Cohran (tra i fondatori della AACM e nella Arkestra di Sun Ra), Fatoumata Diawara (nuova stella della World Music, una suadente cantante del Mali; regione africana della cui musica Damon è chiaramente innamorato), i rapper ghanesi M.anifest e M3nsa e il veterano jazz/world Cheick Tidiane Seck (anche lui proveniente dal Mali e – come Allen – già tra le file delle band di Fela Kuti; in seguito, collaboratore, tra gli altri, di Youssou N'Dour). Il mastering del disco è stato curato dal co-boss della Basic Channel Mark Ernestus (che ha anche regalato al progetto uno strumentale dub, non presente nell'album e reperibile solo su un 45 giri in edizione limitata). Insomma, tanti nomi e tantissima carne al fuoco. In teoria.

Damon, grande orchestratore, finora era più o meno riuscito, pur pensandone cento e facendone mille, a non inflazionarsi troppo; ma con questo ennesimo progetto – ed ennesimo progetto world – non l'ha proprio azzeccata. Troppi nomi, troppe suggestioni e troppe poche idee. Lui probabilmente voleva cavare fuori da qualche jam di lusso un personale bignamino "soft afro", mentre invece il risultato è una raccolta di sketch world pop-rock senza troppo mordente né colore, frizzantini come sappiamo benissimo che Damon riesce a fare, certo, e con i marchi dello slappettino funky di Flea e della circolarità della batteria di Allen e delle sue legnose ghost notes (peraltro non in particolare spolvero). Ma niente di più. C'è il vocoder della Badu su Hey, Shooter, c'è qualche numerino reggae-dub indovinato (Check Out) e Damon si diverte un sacco con le tastierine (Extinguished; l'arabeggiante Worries; There, coi synth giocattolosi di Seck) e ad aggiornare il tipico melodismo tardo-Blur in salsa afro-caraibica nella intro di Follow-Fashion e Poison. Ma non si va mai oltre il piacevole di strumentali tenuamente atmosferici, ed è grazie soprattutto a Fatouma e ai fiati guidati da Cohran.

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