Recensioni

Ventesimo album in carriera, The Man Upstairs vede la produzione – fortemente voluta dal musicista inglese – del leggendario Joe Boyd (Nick Drake, Fairport Convention). E’ un disco stile anni ’60 di preferiti, con cover note e meno note, insieme ad alcuni originali, il tutto con un trattamento folk e un mood rilassato da interprete. Apre The Ghost In You (The Psychedelic Furs), dove Robyn Hitchcock trasforma l’andamento piuttosto nervoso dell’originale in una ballad morbida e di forte personalità, trattamento in genere riservato agli altri rifacimenti; tra i più conosciuti, ricordiamo To Turn You On di Bryan Ferry (Avalon) e The Crystal Ship di Jim Morrison, quest’ultima resa canzone. Altre cover-riscoperte sono Don’t Look Down (Grant Lee Phillips) e la spettacolare Ferries (I Was A King).
Gli originali presenti (San Francisco Patrol, Trouble In Your Blood, Somebody To Break Your Heart, Comme Toujours, per la maggior parte ballad) ben si adeguano al mood generale del disco, folk morbido di razza. Un altro centro dopo il bell’album di inediti dell’anno scorso di cui abbiamo detto positivamente (Love From London).
Intendiamoci, uno come Hitchcock ha ben poco da dimostrare vista la lunga e proficua carriera, è una garanzia l’ottimo livello che riesce a mantenere sempre. Lunghissima vita al nostro eroe.
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