Recensioni

Classe 1957, Robert Pollard è riuscito, parallelamente alla sua carriera di frontman nei Guided By Voices, a tracciare un percorso solista di tutto rispetto che lo ha visto protagonista dal 1996 ad oggi (c’è da dire, con risultati alterni) con più di venti album. Un’urgenza comunicativa irrefrenabile che lo ha spinto a tornare ad inizio 2016 a pubblicare Of Course You Are, ad un solo anno di distanza da Faulty Superheroes e a circa un paio da Blazing Gentleman.
Oltre alla già nota e rodatissima ricetta a base di chitarre, chitarre e ancora chitarre, Pollard mette in mostra una ritrovata e rinvigorita vena melodica, districandosi con piglio ispirato tra archi e fiati. Tracce come My Daughter Yes She Knows, Long Live Instant Pandemonium, l’elegante Come and Listen e la traccia in odor di R.E.M. Little Pigs funzionano e dimostrano che il buon Pollard dopo le recenti e non proprio entusiasmanti prove ha recuperato un po’ di quello smalto che sembrava sbiadito.
Introdotto da I Can Illustrate, in cui evidenti sono gli echi degli Who, Of Course You Are è un lavoro tipicamente pollardiano: onesto e gradevole, rispetta in tutto e per tutto quello che il musicista ha fatto vedere nella sua discografia. Insomma, non promette più di quello che offre. Un buon ritorno.
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