Recensioni

7

Dopo più di vent’anni. Azzardare il ritorno sul pianeta terra. Ritornare con un bagaglio old school che non è più nostalgia. È storia. Il nuovo Righeira è un simbolo di quello che solo Bologna è stata. Pazienza, gli Stupid Set, il punk demenziale degli Skiantos, Radio Alice. Gli anni ‘80 eran tanto tempo fa? Non tanto. Qui si scopre che la cicatrice è ancora fresca. Anche se le avvisaglie si erano già sentite, di prepotenza, da tempo, qui si spara un colpo di cannone. Un disco che si rifà a Guy Debord in maniera sfacciata. La televisione, l’apparire, la verità è solo tutto falso. E come i Sex Pistols avevano dichiarato e rivoluzionato il rock, con il disvelamento della grande truffa, anche qui si costruisce un mondo fittizio, un grado zero dell’electro pop. Per ripartire.

Un concept sulla società post-reality, dove lo stato/chiesa non esiste se non passa sullo schermo (vedi il pop-kitch di Il destino di una nazione), dove l’individuo vive solo per i famosi 15 minuti warholiani (il ricordo post-house à la Subsonica di Tu sei sul video), dove il mezzo pervade tutto (vedi la citazione dei Kraftwerk nei primi secondi di apertura di Accendi la televisione). Ma non solo critica naïf: c’è anche il ricordo delle serate in cui si andava ‘a la playa’ che riemerge dal singolo uber-italo-ispanico (anticipato su My Space qualche tempo fa) La Musica Electronica, il pastiche nonsense con i backing che devono tanto alla lezione ottantiana di Franco Battiato in Futurista e in Il numero che non c’è, l’urban electro-soul di Invisibile con la bella voce di Lubna che potrebbe stare nel prossimo Casino Royale, il post-punk di La Mujer Que Tu Qieres e il funkettone di China Disco.

Un riassunto di quello che è stato e di quello che sarà. Gli alieni son tornati e noi siamo pronti a ballare tutti i loro singoli. Un incontro ravvicinato del terzo tipo che osa sorpassare il cliché, che prevede una nuova invasione barbarica di paillettes, spalline e cerchietti. L’electro(ttanta)pop (non) è (ancora) morto. Viva i(l) re.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette