Recensioni
Un coacervo di stili in un unico corpo, quello dello scozzese, nella sua prima in territorio italico. Lo si vede passeggiare, il giorno prima dell’evento, nel centro storico napoletano come un turista tra i tanti, seguito dalla compagna e dal bimbo comodo in carrozzina. Zainetto in spalla e sguardo accomodante: l’istantanea della serenità.
Il palco della Galleria Toledo ospita un pianoforte e la chitarra. La veste sarà quella acustica ma la cifra, ahimé, non soddisfa. Almeno non del tutto. Non mi reputo un esperto del personaggio (Comunale, dov’eri?!) ma credo che in certi casi – tipo un concerto – la vince l’emozione e non certo il conoscere un catalogo a menadito. Diciamo che il brivido traversatomi durante I Need The Light (da Autumn Response) rimarrà per sempre e l’esecuzione di Soon It Will Be Fire (da Sapphie) ha commosso come solo Nick Drake e/o Jackson C. Frank, al contrario di certe parentesi a cappella che, sinceramente, ho trovato approssimative e dispensabili. È stata un’esperienza bifronte: mentre avvertivo uno stadio estatico toccava ridimensionarmi (vedi la resa non impeccabile di Life On A Beam), come se dinanzi mi trovassi il più anonimo dei cantautori. Su disco rimane uno dei migliori musicisti in circolazione, dal vivo – ad oggi conta su pochissimi concerti, sarà un caso? – o almeno in quest’occasione, stenta.
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