Recensioni

7

Dopo cinque anni dal suo esordio lungo, il dj e producer messicano Mauricio Rebolledo mostra nel nuovo Mondo Alterado una certa coerenza con le ultime esperienze nei djset, in particolare le lunghe nottate dietro alla consolle con Superpitcher, compagno nel progetto Pachanga Boys. I due hanno all’attivo tre EP e un apprezzabile album lungo su Hippie Dance, la branca freak della tedesca Kompakt. Lavori di elettronica e techno psichedelica, fricchettona appunto. Ora, sulla stessa label, Rebolledo propone il suo disco partendo dalle basi dell’esordio, Super Vato, ma allontanandosi dallo spirito completamente dancefloor, per abbracciare sentimentalismo e ipnosi mentali.

Nella press release, il Nostro dichiara di «aver voluto creare ciò che ha sempre cercato nei suoi djset». E, coerentemente con la scelta mostrata con Pachanga Boys, ovvero scuotere le teste più che le gambe, ci riesce, inquadrando le tracce in un percorso tra cupe note allungate e percussioni tribali. Il tocco del primo lavoro resta in tali elementi, ma si avverte un mood fatto di allucinazioni psichedeliche, elettronici riti sciamani, a volte orientato verso l’ambient (Here Comes The Warrior). Tensione e quiete. «Relax, enjoy yourself, dance again» è l’invito lanciato da un vocal robotico in Life is Strange, Life is Hard, Life is Great, ma il ritmo non esplode in una cavalcata e resta sospeso, tra melodie di tastiere allungate, in una tensione che si espande e poi converge ciclicamente. Ipnosi e psichedelia che si ritrovano anche nelle note di chitarra elettrica e nell’arpeggio di basso di Spacer Rainbow Woman, oltre che nei ritmi da dancefloor di Fears Come True. Nei titoli, le visioni e le allucinazioni freak sono evidenti. Un club, o una distesa desertica (importante l’esibizione con Superpitcher al Burning Man), dove liberare l’immaginazione. I ritmi tribali (strascichi del primo album) e i synth spaziali (Discotico Estatico, Dance Warrior Dance) si avvicinano alla cosmic disco svedese (Lindstrøm, Todd Terje), ma si discostano da quell’allegria e solarità funky, per abbracciare una tensione a volte sentimentale, altre volte più maschia. E per rimarcare questo spirito, Rebolledo aggiunge i droni (A Numb Gas To The Future) e suggestioni semi wave e techno-industrial (Pow Pow).   

È un disco che, come un djset, scorre versatile, alternando momenti d’ascolto e da club che trovano in una certa tensione e nella cupa profondità un filo conduttore. L’album non prende un’unica direzione sonora, ma mischia elementi dell’elettronica prelevati da ogni parte d’Europa (Scandinavia, Berlino, Londra). Un lavoro accattivante e dalla vena malinconica latina.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette