Recensioni

Lasciate da parte le premesse di Violence of Discovery and Calmo of Acceptance, disco che si dibatteva tra suoni analogici e le chitarre, Rafael Toral dirige oltre la sua personale propensione alla sperimentazione, attingendo alle naturali origini al suono ed arrivando a fondare un vero e proprio neo-logos sonoro.
Un seguito a tratti dovuto, se si considerano le naturali affinità dell’artista con la materia, dalle sue macchine auto-costruite, passando per i suoi molteplici approcci ai mezzi dell’improvvisazione e dell’elettronica come veri e propri vocaboli a cui spettano innegabili sentenze comunicative.
Istantaneo, fisico e viscerale, l’astrattismo di Space Elements Vol I, tutto giocato su approcci di matrice elettroacustica e una ricercata assenza di fondo, o meglio sarebbe dire, di forza di gravità.
A dominare è un tripolarismo che relaziona tempo, spazio e silenzio; gioca con i toni e gli accostamenti, di violoncelli, le modularità in frequenza e drones I.I, su percussioni e intermittenze I-II.
Si riprende così velocemente contatto con una materia sonora prima e di tale qualità da costringere immancabilmente l’ascoltatore a mettere in discussione teoria e pratica del fare musicale ed artistico!
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