Recensioni

Dopo Akim Khaled, quella di Rachid Taha è sicuramente la voce più nota tra gli interpreti del rai-pop algerino contemporaneo. Il nono album di studio dopo la carriera nei Carte de Séjour abbandonati nei Novanta è un caleidoscopio di suoni che pescano da tutte le tradizioni del Mediterraneo e non solo. Basti pensare alla cover di Now or Never resa celebre da Elvis Presley (qui cantata in duetto con Jeanne Added). Oppure la litania/rosario blueseggiante di Les Artistes. Con qualche colpo tamarro (Khalouni) che sembra pensato per i negozi di barbiere di Algeri, Zoom conferma il talento che si è espresso in una carriera oramai trentennale. Talento che è stato notato dalla Real World, nei cui studi inglesi si è registrato una parte delle tracce, e di alcuni musicisti oltremanica di alto bordo. Primo fra tutti l’ex Clash Mick Jones che appare in Algerian Tango, tingendola di dub. Seguito da Brian Eno (Voilà voilà) che sembra voler portare il pout-pourri musicale di Taha verso forme più concettuali, ma senza riuscirvi fino in fondo. Non un album imprescindibile, ma la dignità di uno che a modo suo è un signore della musica.
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