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Secondo disco del duo bolognese (dopo Evolvotron uscito nel 2011 sempre per La Valigetta) prodotto da Rico degli Uochi Toki (che pure escono in questi giorni con un nuovo lavoro). La proposta di Maolo e Mancho – entrambi nei My Awesome Mixtape, rispettivamente alla voce e al basso – cerca di svicolarsi dai luoghi comuni dell'hip-hop grazie a un meltin' pot che coniughi suoni e voci presi da realtà diverse, travasando senza inibizioni campioni di world music (Almost Dead, gli arabeschi di Burial Ground), street culture in uptempo (Acceptance), d'n'bass (Unconsciousness), classica (le belle evoluzioni di violoncello e violino ad opera di Elena Bertolin e Giulia Bonaccorso in Expire) e pure cheap tuning (Parting and Weeping, Epitaph), il tutto condito poi di collaborazioni con nomi illustri del panorama indie italico: tra gli altri ci piace citare la voce di Enrico Roberto de Lo Stato Sociale, il basso di 'Chet' Martino dei Ronin e del flauto traverso di Andrea Marmorini de La Quiete.

Il disco, un concept sulla morte, il cannibalismo, le tragedie, le liturgie di memoria, i funerali, scandisce con tappe simili alla via crucis il passaggio dai viventi ai non viventi. L'idea oscura e le atmosfere assomigliano molto a quello che anni fa ribolliva in casa Anticon o che MF Doom si dilettava a professare, sia come intelaiatura sonora che come trama vocale, a volte affine anche a certe derive hardcore. Se nei passati di gruppi storici come gli Antipop Consortium (tanto per parlare di eccellenze) c'era una totale capacità di ispirarsi e di trasmettere all'ascoltatore il convincimento e la passione per la poesia cantata, qui lo speech non raggiunge in tutti i pezzi il top della forma e si assesta su una buona partecipazione e intensità: la voce di Maolo nella parte iniziale o si ama o si odia, mentre nella coda, vista anche la longa manus del produttore, si mischia alla perfezione con i suoni e i beats.

Complessivamente è proprio la gabbia autoimposta del concept a limitare le possibilità. Non a caso nei momenti meno cupi il disco prende il volo, in particolare nelle tracce Funeral, The Procession o Worms.

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