Recensioni

Avere a che fare con Genesis P-Orridge – pardon, Genesis Breyer P-Orridge – causa spesso un interessante imbarazzo. No, non si fa riferimento alle sue vicende personali, all’aneddotica, alla sua vita sempre e comunque performativa. Parliamo delle sue creazioni, che raramente si riescono a capire e cogliere nella corretta consistenza e valenza al primo colpo. C’è una spiegazione ovviamente; è la negazione da parte del leader dei Throbbing della possibilità di comprendere la sua musica secondo categorie immediate. Con gli Psychic – memori di estremismo mediatico come di stravagante andirivieni tra rock e qualcosa d’altro – non è possibile ragionare in termini di primi dischi buoni e dischi maturi cattivi, o viceversa. È bello dunque, non imbarazzante, lavorare al pensiero dietro a un disco di Genesis. Ci costringe ad ascoltarlo senza le categorie che siamo abituati a usare; o almeno questo è l’atteggiamento, condotto dall’ascolto, con cui ci siamo approcciati a Mr. Alien, nuova uscita per la sigla Psychic TV3. Eppure la cosa che ci sentiamo più sicuri di dire è che questo disco (uscito in formato CD + DVD, quest’ultimo sorta di auto-documentario live con animazioni grafiche di Jeanne Angel) lavora sulla tradizione del rock anglosassone, in una maniera tendenziosamente sfumata, psichedelica, oscura – ricordate il discorso sul “cuore” di psichedelia nera con cui leggevamo un anno e mezzo fa le efferatezze dei Gristle? – che rendiconta un passaggio di mancanza interiore che esteriorizza una ricerca di certezze.
Forse Genesis sta sondando un padre putativo; almeno questa potrebbe essere una chiave con cui leggere la splendida cover di It’s No Good Trying di Barrett, seconda traccia del disco introdotta proprio dal campionamento e missaggio su livelli aggregativi di alcuni errori raccolti proprio dalle mille take di Madcap Laughs; sembra un tributo alla adorabile incomprensibilità del genio sfuggente di Syd; di fatto riesce a traghettarne le stranezze armoniche – marchio distintivo di Barrett – nella melma ribollente e pompeiana dei Floyd del primo Gilmour – quindi immediatamente successivi alla dipartita di Roger Keith.
Pikles And Jam riesce persino a essere dolce e struggente; riesce a comunicare una umanissima disperazione, dal suono a tratti pre-grunge. Insomma siamo tentati di dire che con l’amarezza e la debolezza della solitudine P-Orridge si approccia alla psichedelia tradizionalmente intesa – anche quella più acida e americana (Trussed, The Alien Brain), comunque principalmente inglese, principalmente “classica” (sentite l’altra cover, Foggy Notion di Lou Reed). Dopo tutto l’anno scorso è scomparsa Lady Jane Breyer P-Orridge – presente nei filmati del DVD, che acquistano così un significato in più -, la amata compagna a cui P-Orridge assomiglia, e a cui Mr. Alien è ovviamente dedicato.
Siamo inevitabilmente ricascati nel personale di Genesis. Chiudiamo allora con l’emblematico modo in cui le note di copertina esauriscono, dopo un lungo elenco, i propri credits; An Edward Odowd & Genesis P-Orridge “Angry Love” Production.
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