Recensioni

“Cosa c’è oltre il rumore bianco? Dove si può arrivare dopo aver superato la soglia del dolore dell’udito umano? Esiste qualcosa oltre l’inferno”? – ci si chiedeva qualche tempo fa dovendo fare i conti con lo scandalo Wolf Eyes.
Forse la risposta sta tutta nel contundente ed ottuso fascio di frequenze che apre Pleasure Ground -album che Dominick Fernow/Prurient sdogana via Load a seguito della pubblicazione in doppia cassetta sull’etichetta personale Hospital Productions – ispessendo la coltre di rumore di cui vive un brano come Military Road. Nella gratuità di quel suono che tormenta l’ascoltatore per cinque agonici minuti e pare cercare la via più breve per giungere al cervello – debba pure significare violenza pura sul condotto uditivo e sul nervo acustico del malcapitato. O nella quiete del dopo Apocalisse di Outdoorman/Indestructibile, litania salmodiante su desolata base post-industrial e rintocchi di piatti/campane in lontananza.
O più probabilmente non ha ormai alcun senso chiedersi il perché di questa cenosi della musica, e dove essa vorrà condurci: se, come pare di capire, in fin dei conti si tratta di una agghiacciante ed inevitabile tragedia cosmoteandrica del suono a cui ciclicamente ci vediamo costretti ad assistere.
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