Recensioni

L’appena trascorso 2010 ha rappresentato il decimo anniversario per la formazione ligure, tra le più note e apprezzate fuori dai confini nazionali. Per festeggiare degnamente quello che è un traguardo riservato a pochi, specie dalle nostre parti, arriva The Golden Age Of Consumerism: doppio cd riepilogativo che raggruppa sia inediti e pezzi introvabili che remix realizzati dai genovesi per una pletora di band tra le più diverse.
Nel primo disco trovano spazio i primi vagiti ormai lontani come ere geologiche e che ne segnalarono il nome come uno dei più freschi dell’allora panorama post-: gli ep Kraken e Honved, lo split con Absent Without Leaves, qualche traccia da compilation e un paio di inediti sono egregie dimostrazioni del post-rock etereo, dell’ambient gelida e folktronica e dell’elettronica più romantica e isolazionista. I glitch di Divertissement, le increspature idm di Song Of Megaptera, l’algido romanticismo post- di Eva Green, lo shoegaze artico di Severnaya – tanto per citare qualcuno dei 15 pezzi del primo disco – dicono di un gruppo dalla sensibilità priva di confini e in grado di calarsi appieno sin dai primi passi nel mood europeo più avanguardistico.
Il secondo disco è ulteriore manifestazione della stima di cui gode il progetto sia in Italia che all’estero. A passare in rassegna sono infatti i remix prodotti per band tra le più diverse come Ladytron(Tomorrow), Felix Da Housecat (We All Wanna Be Prince), Televise (If I Told You) o i nostri Tre Allegri Ragazzi Morti (La Faccia Della Luna) e Blown Paper Bags (E-ink P-ride). Prove anch’esse di eclettismo e intelligenza nel giostrare al confine tra le elettroniche tutte e il rock più evanescente. Lunga vita ai Port-Royal.
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