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Nel comunicato stampa di presentazione di Come Rain, quarto album di Porcelain Raft, si legge che il lavoro è frutto di tre anni di pausa e riflessione che Mauro Remiddi, il musicista dietro il maiolico pseudonimo, si sarebbe preso dopo l’uscita di Microclimate del 2017. Sempre secondo quanto riportato dal documento, la pubblicazione dell’ultima fatica del musicista romano sarebbe una decisione presa all’ultimo minuto: vista la crisi sanitaria da Covid-19, l’autore avrebbe avuto forti dubbi nel far uscire un album “così intimo”.

Al di là della pandemia e delle crisi di coscienza del musicista, forse Remiddi avrebbe fatto bene a seguire il suo istinto e a tenere il disco nel cassetto ancora per un po’. Forse, con il tempo, avrebbe trovato qualcosa da dire, aspetto che manca completamente in Come Rain. E se un disco pecca in questo, viene da chiedersi per quale motivo sia stato pubblicato. Con il nuovo lavoro, Porcelain Raft si allontana dalle sonorità elettroniche e dream pop dei suoi lavori precedenti e sceglie una discutibile via folk che non sembra proprio nelle sue corde. Soprattutto in quelle vocali: la voce è flebile, quasi insicura e spesso inadeguata.

L’album si apre con la title track Come Rain, una piano ballad dal gusto R.e.m. che suona un po’ forzata, barocca e già sentita. Da qui si entra nel mondo delle chitarre e dei pianoforti acustici, una novità per un artista che ci aveva abituati a sei corde sognanti, loop e synth riverberati. Così The Way Thing Are suona come se Alex Turner e Miles Kane si fossero stancati del progetto Last Shadow Puppets e Out of Time, singolo estratto per presentare il disco, risulta un po’ troppo gigione e tagliato per le radio, oltre al fatto di rimandare molto – per essere cauti – all’indie folk pop a là Seen It All del cantautore britannico Jake Bugg. Una produzione un po’ troppo patinata fa il resto.

Dopo la discreta prova con il terzo disco Microclimate, ci si aspettava qualcosa di più da Remiddi, visto che con quell’album sembrava che avesse trovato una sua dimensione e anche una direzione. Forse è da lì che bisognerebbe ripartire.

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