Recensioni

7

Siamo al terzo lavoro per i Polar For The Masses, e già i precedenti Let Be Me Here e Blended (licenziati quattro e due anni fa) ci avevano fatto valutare positivamente il peso specifico di questo trio vicentino. Che nel qui presente Silence dà fondo e forma all’attitudine chitarristica in bilico tra piglio wave e fregola post punk, tipo un’irrequietezza robotica Wire a sparagliare impeto P.I.L. (Dismembered), lasciandosi margine di manovra per copule punk-funk variamente devolute (Ignorance, The Last Man), struggimenti grunge-noise (una Sailing Away che sta nel guado tra Mark Lanegan e i R.E.M. di Monster) e rigurgiti d’emotività accesa non distante dai primi Radiohead (Guilty sembra un po’ la nipotina facinorosa di Ripcord).

Ma la caratteristica comune alle otto tracce è l’accattivante semplicità della scrittura, quasi a voler perseguire un’idea pop sì mutante ma pur sempre empatica, come una radio che irradia vibrazioni carezzevoli per lenire il delizioso disastro quotidiano, forse per questo finendo un po’ col rammentare il teatrino sardonico degli U2 tra Zooropa e Pop (Consequences). Disco conciso (poco più di mezz’ora) ma tenace, che compensa un eccesso di devozione per i modelli di riferimento con la disinvoltura di chi ha ben metabolizzato la lezione. Non a caso pare che dal vivo ci sappiano fare parecchio (il circuito Keep On li ha indicati tra i dieci migliori live act dello scorso marzo). Ergo: continuare a tenerli d’occhio.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette