Recensioni

6.5

Con il duo Pink Holy Days siamo nel bel mezzo di un dance-floor aggressivo e massimalista, dove la pulsazione prepotentemente in quattro, così come i synth spinti e pastosi, ci riportano – specialmente nella prima metà del disco – alle sonorità nu-rave, electro-indie e fidget particolarmente in auge alcune stagioni fa (Shh!, Spaceman), quando a farla da padrone era il crossover di gente come Bloody Beetroots, Justice e Goose.

Piglio rock, parentesi house (Stand By Me) e picchi di meta(l)oscurità reznoriana, rendono la cosa divertente seppure un po' datata, almeno fino all’accoppiata Motordead/One Night In Hell, dove il fantasma di Alec Empire fa a schiaffi coi Suicide rendendo il piatto (del Dj) sicuramente più gustoso. Tanto poi ci pensa You’re Over a rialzare il tiro con pregevoli coloriture EBM, fino alla claustrofobia elettronico industriale di Trop Cap.

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