Recensioni

A cinque anni dal precedente Autumn of the Seraphs, che aveva rappresentato il culmine di una carriera divisa tra virtuosismi e irresistibile urgenza pop, si riaffacciano i Pinback. Come al solito, nelle pause tra dischi solisti e il ritorno dei redivivi Three Mile Pilot, Rob Crow e Zach Smith si sono presi il tempo necessario per realizzare questo Information Retrieved che già dai primi ascolti suona come l’album più “prodotto” nella discografia del duo di San Diego.
Fortunatamente non ci troviamo di fronte ad uno sterile prodotto di studio: in apertura Proceed to Memory mette subito le carte in tavola con basso iperattivo, chitarra funzionale e batteria, proverbiale crescendo emotivo e una delle migliori performance vocali di Crow. Del resto, quello messo in campo, è il classico suono Pinback, tra finezze strumentali (gli intrecci tra chitarra e basso di Glide) e calcolate atmosfere jazzate derivanti da una grande esperienza live in quasi quindici anni di carriera.
L’album convince proprio quando i due riescono a mantenersi nel giusto mezzo tra esperienza e preziosismi pop, come accade nelle due ballate per pianoforte Drawstring e soprattutto Diminished, apice del disco (“Should it be so hard to have a nice day?”), mentre in altre parti addomesticare eccessivamente l’impeto live (il singolo Sherman e His Phase) o assecondare spinte più “cerebrali” (il tempo dispari di Winslow You Idiot!) non sempre ripaga.
In definitiva, Information Retrieved è un buon lavoro, ma mette in luce alcuni limiti che il suo predecessore era riuscito a nascondere: il ripetersi di alcune formule standard e una certa monotonia, che si affaccia specialmente negli ultimi brani.
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