Recensioni

7

Quello che si respira in Oniria, debutto di Physalia, giovane cantautrice e pianista friulana, è un mondo fatto di sogni da decifrare e rivivere attraverso un suono, ora misterioso ora inesprimibile; l’esordio di Physalia può essere accostato tanto a un romanzo vittoriano, tra echi gotici e liquidità spettrali, quanto a un film di Tarkovskij, senza mai perdere di vista una bellezza tumultuosa che si snoda lungo le tracce del disco. Gli otto brani del disco – numero perfetto per un esordio che vuol farsi studiare – sono caratterizzati da un impianto strumentale minimale: un vecchio pianoforte a muro, percussioni preparate, oggetti, sintetizzatori e un approccio al suono fortemente cinematografico. La voce di Physalia dietro cui si cela Arianna Pegoraro, fotografa con chiarezza una visione coerente di suono e scrittura con la grazia e la potenza di chi ha scelto la via meno semplice per presentarsi al mondo. Ma, in questo caso, che si rivela essere la scelta giusta. Perché il talento cristallino dell’artista friulana emerge in ogni scelta ed è capace di trasmettere una bellezza scarna e vulnerabile in mezzo alle armonie vocali acute che tagliano la delicata strumentazione e il relativo fragore degli arrangiamenti chamber-pop.

Sembra di percepire una sorte di dolore e speranza – come fossero due punti cardinali imprescindibili – nel modo in cui l’innocenza della voce è contrastata da alcune immagini tentacolari e oscure – I dance with death on the sigh of the green ray ma anche The weight of the clouds can’t be carried by bone flakes fed by the ashes of what remains.

Oniria si presenta così come un un sottile arazzo di tessiture bizzarre, è il tumulto ipnotico di una giovane donna musicato con precisione e maestosa eleganza. Alle volte inquietantemente sbilenca, altre candidamente simmetrica, Physalia riesce sempre a scegliere le note di pianoforte come fosse un incantesimo in grado di sbloccare la comprensione di un sogno troppo lontano. Il canto di questo raffinato fantasma vittoriano vive anche dell’energia terragna e visionaria aggiunta dalle percussioni di Nicholas Remondino e dai synth di Manuel Volpe, qui anche nelle vesti di produttori. Con Oniria si scopre così che i presunti vicoli ciechi possono aprire strade completamente nuove, nell’unione finale fra sogno e virtù. Dove si dirigerà dopo tutto questo Physalia è davvero un mistero.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette