Recensioni

7.1

Il downtempo Peter Kruder lo incarna da anni. Prima con l’amico Richard Dorfmeister (su quello storico DJ Kicks), poi con la G-Stone e con molti altri progetti paralleli. Tra alti e bassi la sua Vienna è così diventata simbolo di lounge di classe. E oggi il nostro ci riprova. Si ritira nel suo salotto e se ne esce con delle tracce impolverate da vinili nascosti sotto la pila. Ce lo immaginiamo davanti al fuoco, pochi amici, un po’ di fumo e una bottiglia di vodka davanti al camino. Lui che propone quelle tracce stupende ma dimenticate, sommerse dal nuovo che incombe e che dice troppo poco.
La visione distensiva la trovi nei Talk Talk da brivido (l’opener The Rainbow in space western stellare), nelle chitarre e marimbe dei Tortoise (On The Chin), nello smooth soul di Milt Jackson (Enchanted Lady), nei solchi vocali di Tom Waits (Clap Hands) e di David Sylvian (Ghosts). O se non sei contento e vuoi un po’ di elettronica allora ti puoi sparare l’autocelebrazione prog con la Peace Orchestra (Consequences) e anche qualche accenno di world (Rokia Traoré in estasi con Mariama). Scegliere la sequenza perfetta è un’arte e Kruder se si impegna lo fa da dio. Senza spocchia stavolta ha fatto il botto. Piccolo grande culto in loop dal primo ascolto.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette