Recensioni

Una ciurma di ammutinati con la fissa dei cori da pub e
il vizio della pennata veloce sui pick-up della chitarra. Tra i Sex
Pistols di The Great Rock’n’Roll Swindle – andate a riascoltarvi Friggin’ InThe Riggin’,
siamo più o meno da quelle parti come approccio – e il più classico pop
inglese, al solito irresistibile, immediato, pieno di ganci melodici,
divertente, soprattutto se suonato su un palco. A testimonianza,
l’ultima data italiana della band al Covo di Bologna, un’occasione per
sguinzagliare ritmiche in levare e buonumore in dosi massicce, capaci
di far sussultare anche l’anima compita del ciellino più tradizionalista.
Su
disco le cose non cambiano, sarà perché la musica della band è
semplice, ripetitiva ma dannatamente allegra, sarà perché sprizza
energia da tutti i pori, sarà perché canta dell’ordinario senza tanti
fronzoli, sarà perché non è progettata per durare e le canzoni occupano
il tempo di una mezza pinta. Prendere confidenza con Pietro e i Pirati
è una questione di qualche minuto insomma, magari i tre e quattordici
di Mr. Understanding, primo singolo “ammazzanoia” di Little Death o forse i due e quarantadue in stile Soft Boys di Ill Love, il minuto e cinquantanove in crescendo di She Doesn’t Belong o i due e cinquantanove di quiete gentilmente offerti da Humming.
Poco
importa da che punto di vista guardiate alla faccenda: le due chitarre,
il basso, la batteria e l’accento british di questi giovinastri di
Reading vi faranno saltellare come pazzi. Alla faccia di chi crede che
l’indie rock debba essere, per forza, una questione di testa.
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