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7.3

Si sono tolti i pirati dal nome e adesso sono soltanto Peggy Sue, questo trio di Brighton composto da due cantantesse-chitarriste-percussioniste più un batterista-banjoista. Ed è quindi un debutto per la nuova denominazione sociale il qui presente Fossils and Other Phantoms, titolo che cova mistero e balzane suggestioni adeguate al contenuto. La loro musica è infatti un folk rock perturbato blues teso ed eccentrico, inquieto e capriccioso, capace di stemperare con grazia e acume il furore laconico di Cat Power e le bizzarrie teatrali delle Cocorosie, riesumando a tratti certo lirismo arcaico un po’ Joanna Newsom e un po’ PJ Harvey. Tutto ciò ferma restando l’aura british folk dei Sessanta-Settanta come sfondo su cui proiettare questi dodici ologrammi irrequieti.

L’incedere ossessivo di Watchman, il passo lunatico e marziale di I Read It In The Paper, la trama fitta e onirica di Careless Talk Costs Lives e l’ectoplasma gospel di Green Grow The Rushes sono forse i momenti migliori di una scaletta senza sostanziali cali di tensione.

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