Recensioni

Dopo l’ottimo Daily Routine del 2018 e l’EP dello scorso anno Life without friction – che rispetto all’album si avventurava in territori più dancefloor-oriented – Peder Mannerfelt ritorna con un altro EP, Like we never existed. Questa volta lo svedese approda da Blawan e Pariah (aka Karenn) in casa Voam, e il risultato finale è assimilabile molto di più alla techno robusta e dalle tinte industrial del duo britannico, che non al sound design levigato e dalle marcate tendenze HD cui il Nostro ci ha abituato.
Quattro tracce senza fronzoli e pensate per il dancefloor, di cui tre variazioni sulla loop techno e un ultimo brano che trasmette lo stesso senso di paranoia post-industriale, adattandolo su un beat electro, per certi versi reminiscente di certa IDM ‘90s ma con più ansia collettiva e meno fattanza da cameretta. Le restanti tre tracce pulsano ininterrottamente, energiche e abrasive. Black alert è una cavalcata in cassa dritta, mentre Everywhere, everywhere e Summercase 2006 giocano maggiormente con le percussioni per dare più dinamismo ritmico. L’EP risulta coeso e coerente, tenuto insieme dalla sua abrasività e dal giocare sulle sfumature di grigio. Un’uscita che si pone a metà fra l’irruenza del primo Regis e la cura dei dettagli dell’ultimo Rrose, perfettamente in linea col recente album dei Karenn uscito su questa stessa etichetta.
Se cercate il Mannerfelt più sperimentale e concettuale, cercate altrove; se invece volete tracce per club bui e corpi sudati, questo EP fa decisamente al caso vostro.
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