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A coronare la ritrovata forma degli ultimi tempi, ecco che a meno di un anno dal buon As Is Now arriva per Paul Weller un doppio disco live che ha tutto il sapore della celebrazione annunciata. Registrato nel dicembre 2005 all’Alexandra Palace di Londra, Catch Flame! conferma lo smalto attuale dell’ex Cappuccino Kid che, scortato dalla sua ormai affiatata band (Steve Cradock, Seamus Beaghan, Damon Minchella e Steve White), snocciola uno dopo l’altro tutti i piatti forti della sua produzione recente (compresi album minori come Wild Wood, Illumination e Studio 150), senza per questo temere di guardare dritto in faccia il passato.
Uno show torrenziale che sa tanto di resa dei conti, dopo una carriera che ha vissuto – e vive tuttora – di alti e bassi, esaltazioni e cadute nella polvere; così oggi Weller può continuare a perseguire la sua personale via al rock, nel migliore dei modi che conosce (le recenti Blink & You’ll Miss It, From The Floorboards Up, Come On/Let’s Go da As Is Now, tutte promosse alla prova on stage), e al contempo affrontare un catalogo che guarda dall’alto, in un misto di arroganza e autorità, tre decadi di musica inglese, dai Novanta di Stanley Road e Heavy Soul (The Changingman, Peacock Suit, You Do Something To Me), agli Ottanta passati sotto l’insegna (tutt’oggi controversa) degli Style Councyl (Long Hot Summer e Shout To The Top, a tutt’oggi grandissimi brani) fino al passato mitologico dei Jam (prossimi ormai a festeggiare il trentennale), rievocato con In The Crowd, That’s Entertainment e il finale da brividi di A Town Called Malice. Un trionfo – manco a dirlo – meritatissimo, fino all’ultima goccia di sudore spesa sul palco
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