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Se dopo i venti minuti abbondanti di From Where?, EP d’esordio degli Overlogic, l’orecchio più malizioso affermasse di aver ascoltato una serie di rimandi ai grandi dell’elettronica e poco altro, avrebbe quasi centrato il punto. Il beneficio del dubbio, che in questa sede vale la sufficienza, risiede in due aspetti che non vanno mai sottovalutati, il primo dei quali è la provenienza dei musicisti. Emanuele Orsini viene dall’interessante progetto Earthset, col suo bagaglio di post rock e ambient, mentre Francesco Cavasinni porta con sé le atmosfere indie e synth pop degli Union Drama. Riunire esperienze tanto diverse sotto il comune denominatore dell’elettronica è un progetto quanto mai arduo e senz’altro coraggioso. C’è poi un secondo elemento, molto più emozionale, che ci fa apprezzare gli Overlogic: From Where? è un EP che suona bene e con un certo spessore, nonostante le difficoltà e i limiti dell’autoproduzione. Siamo di fronte al manifesto programmatico di un duo che fin dal moniker ci fa capire di non essere alla ricerca di etichette o particolari identificazioni, come di voler oltrepassare certe logiche stilistiche per potersi esprimere liberamente. Eppure è impossibile non ritrovare i Daft Punk in Energy, i Public Service Broadcasting in The Beginning, qualcosa degli Animal Collective in Entertainment Inc. e certi Mogwai mescolati a John Carpenter in Hello Pluton, pur ritenendo la conquista dell’indipendenza stilistica da parte della formazione solo rimandata.

From Where? non è certo un punto di arrivo per il duo, ma considerarlo un punto di partenza parrebbe riduttivo. Sembra più di trovarsi di fronte ad un momento di passaggio tra le precedenti esperienze e qualcosa di veramente nuovo, i cui contorni però sono per ora solo abbozzati.

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