Recensioni

Oren Ambarchi e Jim O' Rourke ci devono aver preso gusto a lavorare assieme. Dopo Tima Formosa di un anno fa, i due si ritrovano per dar vita a Indeed. Sebbene Ambarchi abbia dimestichezza con i suoni pesanti per la sua ormai consolidata collaborazione con i Sunn O))) e O' Rourke abbia attraversato fasi noisy, sembra che fosse Keiji Haino l'elemento perturbatore nel disco precedente.
In Indeed Ambarchi e O' Rourke lavorano tutto di silenzi e di vuoti a imbastire flebili tessiture su spazi bianchi. La prima facciata (il disco è disponibile solo in vinile) inizia con lapilli eruttivi di synth e chitarra che si spengono lentamente in un placido stagno in cui gocciolano note lievi e soffuse. Il secondo lato prosegue sulla falsariga del primo alzando a tratti le frequenze atmosferiche su tuoni acuti e disarmonici. Pur non essendo un disco per tutte le orecchie, l'oltre mezz'ora di sperimentazione di Indeed risulta fruibile ad un pubblico più vasto dei soli appassionati del genere. Un lavoro che non sorprende ma in grado comunque a tratti di catturare.
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