Recensioni
OOIOO / LIGHTNING BOLT
THE HORIZON SPIRALS / THE HORIZON VIRAL
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Antonello Comunale
- 27 Aprile 2026

Lo split perfetto è quello in cui le due metà si illuminano per contrasto senza bisogno di collaborare. OOIOO e Lightning Bolt condividono un’etica dell’eccesso e un legame personale lungo decenni, ma qui occupano versanti opposti dello stesso crinale. Da una parte la spirale, dall’altra il contagio.
YoshimiO porta due lunghe suite costruite sul gamelan di ferro, che ha un timbro più scuro ma paradossalmente più leggero rispetto al bronzo balinese di Gamel, dando quasi la sensazione che il peso del materiale liberi il suono anziché opprimerlo. Come accade sempre in OOIOO la ripetizione funziona come una forma di ascesi, dove ogni ciclo è uguale al precedente ma in qualche modo diverso. The Horizon parte da oscillazioni elettroniche e sbocca in un groove sincopato con la tromba di YoshimiO in testa; Gamel BE SURE TO SPIRAL riscrive il vecchio brano di Feather Float Be Sure To Loop attraverso il filtro gamelan, accumulando strati fino a un’ipnosi poliritmica che ricorda i Boredoms più estatici. Il che, ovviamente, ha più di una ragione di essere così.
Il lato Lightning Bolt è fatto da cinque pezzi arrangiati come una suite continua. Cinque brani registrati in casa con una qualità più definita del solito, che per un duo il cui suono dal vivo è storicamente sempre stato una massa indistinta di frequenze, è un cambiamento sostanziale. Gibson e Chippendale restano fedeli alla formula però, quindi basso distorto fino alla deformazione e batteria come un unico evento sismico. Cloud Core è quattro minuti di devastazione pura. The Runners 2 apre con un drone di basso effettato e deflagra in raffiche di cassa e rullante e grovigli ritmici che polverizzano ogni residuo di forma-canzone. Trentanove minuti in tutto. Rapido e di mestiere, ma funziona.
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