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Onyx ancora. #WakeDaFucUp (Mad Money, 2014). Sticky Fingaz, Sonny Seeza e Fredro Starr, MCs hardcore rap del Queens, N.Y., segnano gli anni ’90: tre dischi su Def Jam, Bacdafucup (’93), All We Got Iz Us (‘95) e Shut ‘Em Down (‘98), primi due miliari e terzo meno in tiro; arrivano alla notorietà, partecipando alla colonna-sonora seminale, che conciliava scena metal/alt-rock e hardcore-rap; la pellicola era Judgement Night, thriller sottotono diretto da Stephen Hopkins, anno ’93: in tracklist, assieme al versus tra Onyx e Biohazard, gli House of Pain in combutta con gli Helmet in Just Another Victim, Kid / solo una vittima in più, ragazzo. Pezzo senza/oltre confine.

Tornano, a undici anni da Triggernometry, ed è la quinta uscita. Sticky Fingaz riassume il passato: as far as I can ‘member I’ve been on the wrong path / da quando posso ricordare, sono stato dalla parte sbagliata. La produzione del disco è a cura Snowgoons, crew-tedesca di produttori (Det, DJ Illegal, Sicknature e J.S. Kuster) in attività dal ’99. È la conferma che la Germania anni ’00 e ’10 è territorio cardine della scena underground di produttori hip-hop per livello tecnico e visione complessiva (vedi Melting Pot, etc.). #WakeDaFucUp è stato fatto senza Sonny Seeza, non una mancanza da poco, ma Sticky Fingaz e Fredro Starr fanno il loro dovere anche senza di lui. Al mic chiamano su We Don’t Fuckin Care A$AP Ferg, membro del collettivo di Harlem N.Y. A$AP Mob. Sullo stesso brano anche Sean Price, MC-leggenda ancora di N.Y., ma di Brooklyn.

It’s New York to the fullest, we don’t bow / Questa è New York al massimo, noi non ci inginocchiamo: è il concetto-base del confronto tra la No-York di ieri – Onyx -, che ha altro da spiegare, e di oggi – A$AP Ferg -, che ha molto da vomitare, il tutto con la mediazione – Sean Price – di chi ha vissuto tre decadi: anni ‘90 [ascolta: Heltah Skeltah e For The People (1997) dei Boot Camp Clik], anni ’00 [ascolta: Monkey Barz (2005)] e ‘10 [ascolta: Random Axe (2011) dei Random Axe]. Poi ci sono anche Reks (check-one 4 da team! / check-one per la squadra!), Papoose (“Let’s take it back to The Tunnel! / Torniamo indietro al Tunnel!”), Snak the Ripper (rappin’ with the Onyx, niggas back with the force / rappando con gli Onyx, niggas indietro di forza).

La produzione è relativa: gli Snowgoons creano un suono nuovo per Onyx, su cui il flow scivola. La claustrofobia cresce dietro i samples: i beats si ritorcono su se stessi e rimangono come inespressi appieno, invece di aprirsi. Questo aspetto è alla base del clima di sospetto-tensione di #WakeDaFucUp; la tensione sale ogni traccia di più. Le batterie calpestano e sono secche, chiudono i versi con cassa e rullante. Gli scratches massivi sono su Boom!, Hustin Hour (feat. Makem Pay) e The Tunnel (feat. Papoose & Cormega), è tecnica philadelphia-na, stile Premier.

Disco a livello omogeneo: no apici, no cadute. Nessun attimo di respiro/morbidezza: crudo e rauco, procede avanti, senza sosta. È hardcore-rap, scuola anni ’90. Testi g-rap (“Hip Hop purists, prestige lyrical flow gods / hip-hop puristi, del flusso lirico di prestigio Dei”). Violenza horrorcore per risvegliare la scena, Sticky Fingaz è fuori controllo: “my face the last thing you see besides my strap – birth take 9 months, but with a 9 mill’ you die like that / vedi la mia faccia, ultima roba oltre la mia cinghia – nove mesi prende la nascita, ma con una 9 mill’ tu muori così”, e Fredro Starr intima: “the kickback from the pistol will break ya wrists – then I’ll put you six-feet in the ground and take a piss / il contraccolpo della mia pistola ti romperà i polsi poi ti sotterro, sei-piedi sotto il suolo e piscio”.

Il senso del ritorno degli Onyx è una lezione di street-rap: pulsazione violenta contro la contaminazione pop-mainstream. Il principio è: non accettiamo l’evoluzione della scena, troppo morbida, ora la risvegliamo noi. La scena del Queens anni ’90 sente il puzzo della presunta decadenza, si risvegliano Havoc e Prodigy, vedi The Infamous Mobb Deep, citati da Fredro Starr in soccorso su Tunnel (“as soon as they play Shook Ones / appena loro suonano Shook Ones”). Il disco funziona, la lezione purista si accetta, a Onyx è concesso questo e altro. Bacdafucup e All We Got Iz Us rimangono parecchio lontani e gli Snowgoons complici della distanza.

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