Recensioni

The Apocalypse Inside Of An Orange, è
un disco accreditato all’ Omar Rodriguez Lopez Quintet. Lavoro strumentale
di jazz-rock latineggiante al crocevia tra Mahavishnu Orchestra e
Carlos Santana (Spared From The Insult List su tutte, ma il tema aleggia un po’ ovunque), con puntate verso progressioni à la King Crimson (Knee Deep In The Loving Hush Of Heresy che riprende la seconda parte di Starless – la canzone, non il disco) e ossuti afro-funk, nell’iniziale Melting Chariots, pari all’Herbie Hancock di Headhunters che vorrebbe essere Fela.
Non c’è l’amico Cedric Bixler e mai mancanza fu più gradita, c’è il restyling trascinante di Jacob Van Lennepkade IIdal debutto del Nostro datato 2005 – primo capitolo del poker di cui
sopra – e la probabile chiave di volta Money Mark, tastierista di fama
Beastie Boys la cui presenza sembra giovare al riccioluto chitarrista
portoricano.
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