Recensioni

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L’unico interesse suscitabile dal nuovo solista diOmar Rodriguez Lopez (esclusi Mars Volta e collaborazioni varie, siamo
all’ottavo disco in proprio) è dato dall’etichetta che lo promuove, cioè la Stones Throw, griffe
quanto mai distante dal sound dell’uomo. Una mosca bianca nella casa di Madlib
e compagnia groovey.

Il  ricorso storico
ci riporta a quando gli Slayer firmarono per la Def Jam; ma mentre lì si
assistette ad un vero crocevia – metallari e hip-hoppers sotto la stessa ala
protettrice ai tempi era un vero azzardo – per molta musica a venire, Old
Money, semmai, sarà un crocevia per il solo Lopez che vedrà distribuirsi la sua
musica in modo più capillare. Ma a chi consigliare questo disco? non hai
seguaci della Stones Throw che gravitano di certo altrove. Forse, come logica
impone, è ai fan del Nostro che ci si dovrebbe indirizzare, ma supponiamo che
questi almeno un disco (ma anche due) di Rodriguez nella loro collezione ce
l’abbiano. Quindi: come e dove piazzarlo?

Scusate lo sproloquio, ma in Old Money
non c’è nulla che non si sappia del chitarrista dei Mars Volta. Solito prog
cervellotico insomma. Un genere già tedioso di suo, eppure se si licenziano
simili dischi a cadenza annuale, beh, vuole dire che una risposta c’è. Non la
nostra.

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