Recensioni

Trovato il cuneo nel quale infilarsi – una triangolazione sixties pop + synth pop + disco music -, gli Of Montreal continuano a ficcarci il nettare come api operaie alla ricerca del sacro graal della reinvenzione pop (postmodernamente parlando, s’intende). E a forza di scrivere e riscrivere, montare e rimontare il mosaico è bello al punto da far sparire la colla. Dai già buoni standard del precedente The Sunlandic Twins i ragazzi del collettivo capitanato da Barnes arrivano dritti al traguardo: una più che generosa mandata dal titolo neo ambientalista Hissing Fauna, Are You The Destroyer? – che nel gioco umorista di sottesi significherà che se mescoli Brian Wilson e gli Abba la natura si rivolta, ma chi sarà il distruttore? Certamente loro, gli Of Montreal.
E se stringere patti con il diavolo è il massimo della blasfemia applicata, allora ascoltate A Sentence of Sorts in Kongsvinger (gli Abba in balletto sul pista di Tony Manero, con interventi a cappella in puro aulic pop), o peggio fate ascoltare Gronlandic Edit al vostro padre ex hippy (disco punk con i Bee Gees in estasi omosex).
Ma l’album è soltanto in parte ballabile e Barnes non è certo tipo da ficcarsi su un solo missaggio. Infatti la tracklist presenta momenti diversissimi: si parte addirittura con un tributo al ciuffo di Jarvis Cocker con l’ironica Suffer For Fashion (glam psych), e non mancano operazioni di chirurgia Wilson-Beatles, Pet Sounds meets Magical Mystery Tour (quel delizioso pop chiamato Sink the Seine) e quando spunta il synth pop à la Camerini in salsa vittoriana di Heimdalsgate Like a Promethean Curse ci si inchina a tanta ruffiana potenza! Per chi ha nostalgia di un certo motorik tra La Dusseldorf e la prima fase degli Human League con la fissa della dignità del lavoro ecco undici minuti di berlinese coolness The Past is a Grotesque Animal, un crescendo calcolato che non fa un piega. E agli Shins più lineari e prodotti dell’ultima prova sembra dedicata Bunny Ain’t No Kind of Rider, un prog pop funambolico confezionato volutamente in lo-fi. Parlare poi del funky disco che rimastica la Kiss di Prince Labyrinthian Pomp, o dello scimmiotto Franz Ferdinand di She’s a Rejector mi farà fare la vetrina di tutto l’album ma fidatevi, è atto dovuto.
Facciamo pure arrivare le ruspe e radiamo al suolo l’amazzonia pop in circolazione. Sono tornati gli Of Montreal, e non ce n’è per nessuno.
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