Recensioni

6.8

Quale è la situazione della musica rock/pop nel 2012? Se dovessimo fermarci al mercato italiano dovremmo portare come esempi i tardivi risvolti di massa degli ultimi Kasabian e The Black Keys – entrambi sopra le 15.000 copie – l’inspiegabile boom degli Young The Giants e l’altrettanto ingiustificabile attaccamento morboso verso band ormai letteralmente adottate dal nostro paese (vedi l’ultimo dei Cranberries e, c’è da scommettersi, il nuovo degli Skunk Anansie).

In questo ambito, negli Usa è molto importante il ruolo che copre la classifica Alternative Songs – ex Modern Rock Chart, dominata nell’ultimo decennio da Red Hot Chili Peppers, Green Day, Foo Fighters e Linkin Park – basata sull’airplay radiofonico delle emittenti alt/modern rock. L’attuale numero uno è Little Talks degli islandesi Of Monsters and Men.

Era lo scorso anno quando i vincitori della Músíktilraunir – un music contest islandese – pubblicarono nel loro paese natale l’album di debutto My Head is an Animal riscuotendo un ottimo successo, tanto da convincere la Universal a proporgli un contratto e prenderli sotto la propria ala protettiva per la pubblicazione del disco negli Stati Uniti, avvenuta poi nell’Aprile 2012. Sarà che i Mumford & Sons hanno aperto una vera e propria autostrada a livello mainstream per il folk-pop, ma per gli Of Monsters and Men è stata da subito una passeggiata, registrando la posizione più alta (la 6°) mai raggiunta da artisti islandesi, migliorando quanto fatto da Björk e Sigur Rós.

Musicalmente gli Of Monsters and Men e il loro My Head is an Animal non hanno grosse pretese artistiche: è indie-pop-folk all’ennesima potenza. Dirty Paws, altro brano simbolo, è un riuscitissimo collage formato da Arcade Fire e Home degli Edward Sharpe & The Magnetic Zeros, con tanto di tipici “Hey” simil cowboy, presenti tra l’altro anche nella stessa Little Talks, dove – rimanendo in tema Home – abbiamo anche il batti e ribatti a due voci.

Lo sferico Ragnar þórhallsson e la dolce – taglio Skrillex a parte – Nanna Bryndís Hilmarsdóttir si alternano alla voce in modo astuto e funzionale: In King And Lionhear è lei a guidare, così come nella delicata Slow And Steady. Drumming spensierato e chitarrina pastorale ad accompagnare anche nell’uptempo di Mountain Sound, From Finner e Six Weeks (qui nuovamente gli Arcade Fire a bussare alla porta) e fiati ad impreziosire (la Decemberists-iana Your Bones e quella linea probabilmente già sentita).

E’ la melodia la protagonista assoluta di My Head is an Animal, va dato merito agli Of Monsters and Men di essere riusciti a creare un disco piacevole dall’inizio alla fine, composto prevalentemente da brani solari e a tratti irresistibili. A voi la scelta: rinuncereste ad uno degli album più gradevoli – e adatti alla stagione estiva – degli ultimi tempi, solo perchè terribilmente derivativo?

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