Recensioni

6.7

Se il metal ha trovato una nuova coolness è proprio grazie a band come gli Obelyskkh. Un’occhio alla copertina riassume già quel che c’è da dire: fulmini e teschi capelloni per le frange metal, obelischi a croce in giù in segno di esoteria, occhio “uno e trino” e funghetti allucinogeni a simboleggiare derive psych. E’ quello che va ora, e il trio tedesco ci si butta a capofitto, coadiuvato nell’impresa da Billy Anderson, uno che è stato già assoldato da Neurosis e Melvinsgiusto per dire due nomi.

Il punto della questione ora è capire quanto i tre cavalchino l’onda, o quanto invece ci sanno fare. La risposta si ferma a metà del crocevia, ovvero: gli Obelykksh la buttano giù pesante, con il loro doom mortuario e ultracadenzato, con brani che si aggirano sui dieci minuti a testa sempre in clima catatonico, però manca ancora un po’ di personalità per reggere i quasi 70 minuti di un disco come questo. Il canovaccio si ripete, le variazioni dal tema non sono poi così frequenti e quindi la playlist alla lunga gira un po’ a vuoto. La conseguenza è che dovremo aspettare ancora un po’ per i fuochi d’artificio. Per adesso accontentiamoci di una mazzata tra capo e collo.

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