Recensioni
Novellino/Rosi/Mazurek/Barnes
Objects In Mirror Are Closer Than They Appear
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Christian Panzano
- 22 Dicembre 2014

Soveria Mannelli è un paese di 3.000 anime in provincia di Catanzaro; sorge sulla SS19 che porta a Reggio Calabria. Un tempo vi operava un lanificio importante che dava lavoro a 50 persone e che ora è un’azienda-museo, il lanificio Leo, che l’estate scorsa è stato scenario di registrazioni interessanti da parte di Attilio Novellino, Saverio Rosi, Rob Mazurek e Tim Barnes, autori di due suite (Objects/Mirrors) rilasciate da Discreet Records in versione vinilica limitata.
Il risultato è ben lungi dall’assomigliare a un lavoro di soundscape anche di fronte ad un postulato difficile da smontare quale l’autorato cosciente preso nel vivo del maquillage. Il titolo stesso sembra smentire passi troppo funzionali. A discapito di un’orografia sottilmente percepibile, otteniamo un clima ibrido che esprime plasticità levantina e proto industrialismo. Analogico e digitale, in questo senso, si allineano senza sporcare, mentre Mazurek e Barnes segnano l’aria e la scansione ritmica con un volano jazz intrappolato nelle semifrasi valvolari.
Pretendere di sentire gli sforzi del telaio o l’odore della Gentile di Puglia (anche se le registrazioni mantengono una propria originalità di base) mi sembra eccessivo, ma un tentativo se pur filtrato di trasposizione neurologica c’è. Un continuum utopistico per generare un quadro coerente.
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