Recensioni

Novanta, ovvero quando un decennio ti è talmente rimasto dentro da restarne prigioniero. Nostalgia? Certamente: la stessa che muoveva il musicista palermitano – milanese d’adozione – Manfredi Lamartina già ai tempi dell’esordio della sua band passata, i Moque, sospinto da umori chitarristici di indubbia provenienza. L’indie rock di quella proposta oggi fa spazio a un sognante ed etereo post, solitaria – ma intimamente fragorosa – musica da cameretta scritta e suonata mentre fuori dalla finestra nevica su Milano, ma nella mente e nel cuore scalda il sole della Sicilia.
Coerentemente, i modelli di riferimento non sono affatto nascosti (Mogwai e Slowdive in primis, tacendo di un brano come titolo che fa … Corgan), con tentazioni electro-ipnagogighe che affiorano qua e là ma restano in timida e paziente attesa. Il full-lenght, dite? E perché no?
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