Recensioni

6.8

I torinesi Nova Lumen esordiscono dopo una manciata di EP con questo Assurdo Universo, onesto e a tratti decisamente riuscito piccolo trattato di synth pop abbastanza ortodosso ma capace di lasciarsi irretire da qualche contaminazione “altra”. Da un punto di vista macro, come ventaglio di soluzioni musicali, non ci spostiamo di un centimetro da quei famigerati anni ’80 sempre più rispolverati in questi anni di dilagante retromania (ascoltate i synth di – scegliamo random – Giganti Rosse per credere), nonostante faccia capolino qua e là una vaga attitudine lateralmente indie accompagnata ad un approccio trasversalmente cantautorale (tanto nelle timide chitarrine disseminate quanto nei testi) che rimane costante, quasi in disparte ma sempre presente, lungo tutto il disco.

Synth pop e tanta wave quindi, con ariose coltri di synth vaporosi e scintillanti e drum machine orgogliosamente vintage. Gli scenari più interessanti si aprono quanto si prova a infilare il piede in altre stanze, come nella meravigliosa Daphne (senza dubbio il capolavoro del disco), iper-stratificata gemma di dance-pop tra Depeche Mode e New Order, fragili chitarrismi fruscianteschi e qualcosa di lontanamente post punk. Sul versante testi siamo dalle parti di un esistenzialismo elegante e mai banale (si rende tributo anche all’amico Schopenhauer nella programmatica Arthur), in parte appiattito da un cantato non disprezzabile ma forse troppo monocorde sulla lunga distanza.

Disco insomma che si potrebbe catalogare come il classico “buon esordio”, e che riesce anche a segnalarsi grazie ad una discreta personalità in un panorama ultimamente abbastanza inflazionato come è quello dei nostalgici anni ’80 synth-pop-un-po’-post-tutto.

Amazon
SentireAscoltare

Ti potrebbe interessare

Le più lette